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Mangiare saggiamente in sei regole PDF Stampa E-mail
Scritto da Cervo Bianco Staff   
Venerdì 17 Aprile 2009 13:37

Copyright: Michael Pollan, 11/06/2006
Fonte: http://www.time.com/time/printout/0,8816,1200782,00.html
Tradotto da: GioKore

C’era una volta una cultura alimentare americana che ci guidava nel panorama sempre più infido delle scelte alimentari: grassi vs carboidrati, biologico vs convenzionale, vegetariano vs carnivoro. In questo caso, cultura è solo un modo carino per dire “la Mamma”. Lei ci insegnava cosa mangiare, quando mangiarlo, quanto mangiarne e perfino in che ordine. Ma l’influenza della Mamma sul menu della cena non coincideva con i 36 miliardi di dollari (10 dei quali diretti specificatamente ai bambini) spesi nel marketing alimentare appositamente per farci mangiare di più, per farci mangiare ogni sorta di dubbi neoalimenti e per creare occasioni del tutto nuove per mangiare, per esempio in macchina. Per creare cultura alimentre.

Ho passato gli ultimi cinque anni ad esplorare lo scoraggiante panorama nutrizionale seguendo la catena alimentare dall’ Happy Meal ai non-proprio-allegri allevamenti intensivi in Kansas e ai campi di mais in Iowa, dove tutto ha inizio, e seguendo la catena alimentare del biologico fino alle fattorie. Il mio scopo era semplicemente capire cosa mangiare, dal punto di vista nutrizionale, etico, politico e ambientale. Lungo la strada, ho raccolto qualche regola generale che può essere utile ad orientarsi in quel che chiamo il Dilemma dell’Onnivoro.

1. Non mangiare niente che la tua bis-bis-bisnonna non riconoscerebbe come cibo.
Immagina quanto sarebbero perplessi i tuoi antenati in un supermercato moderno: tubetti di Go-gurt in resina epossodica [NdT: si tratta di yogurt che si spreme dal tubetto come dentifricio e onestamente spero che non arrivi mai in Italia], i Twinkies di una freschezza soprannaturale [NdT: dolcetti confezionati di pan di spagna ripieni di crema al sapore di frutta], l’acqua alle vitamine, vagamente farmaceutica. Questi non sono propriamente cibi: sono prodotti alimentari. La storia suggerisce di aspettare magari qualche decade o giù di lì prima di aggiungerli alla dieta, come nel classico esempio della sostituzione del burro con la margarina. Mia madre era solita predire che alla fine avrebbero scoperto che il burro faceva bene molto più della margarina. Aveva ragione: gli acidi grassi trans della margarina ci stanno uccidendo.
Mangia cibo, non prodotti alimentari.

2. Evita i cibi che contengono sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio (HFCS).
Non si trova solo nei cereali e nelle bevande analcoliche, ma anche nel ketchup e nella mortadella, nei prodotti da forno, nelle zuppe e nei condimenti pronti per l’insalata. L’HFCS non è stato parte della dieta umana fino al 1975, tuttavia ciascuno di noi ne consuma più di 18 Kg l’anno, circa 200 calorie al giorno. L’HFCS è peggiore dello zucchero? Probabilmente no, ma evitarlo vuol dire rinunciare a migliaia di calorie inutili e, cosa forse più importante, ridurre i cibi molto lavorati – quelli che contengono la maggior percentuale di zuccheri, grassi e sale.
Dopotutto, quale chef usa lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio? Nessuno.
Si trova solo nelle dispense degli scienziati alimentari, e non sono coloro da cui vogliamo che i nostri pasti siano preparati.

3. Spendi di più, mangia meno.
Gli Americani sono dipendenti dal cibo economico quanto dal petrolio economico. Spendiamo per mangiare solo il 9,7% del nostro reddito, una percentuale più bassa di quella di qualsiasi nazione. Sarà un caso che spendiamo una percentuale più alta rispetto agli altri in assistenza sanitaria (16%)? Tutto questo “cibo economico” ci rende grassi e malati. Fa male alla salute e all’ambiente. Quanto migliore sarà la qualità del vostro cibo, tanto più sarà nutriente e tanto meno ne servirà per essere sazi.

4. Non dare retta agli slogan alimentari o di scienza nutrizionale sulle confezione.
La scienza diceva che la margarina fatta di grassi trans fosse migliore per noi del burro prodotto con latte di mucca. Quanto più imparo di scienze nutrizionali, tanto meno sono convinto che abbiamo scoperto riguardo al cibo qualcosa di importante di cui i nostri antenati erano all’oscuro. Considera che gli alimenti più salutari nel supermercato, ossia i prodotti freschi, sono gli unici che non hanno bisogno di avvisare di essere stati approvati dall’FDA [NdT: agenzia per gli alimenti e i medicinali, in Europa è l’EFSA], informazione che tappezza le confezioni della maggior parte degli alimenti molto lavorati.
Quando nella corsia dei cereali compaiono i Lucky Charms [NdT: cereali da colazione – dalla foto sembrano una specie di Cheerios], smettila di dare retta agli slogan nutrizionali.

5. Fai la spesa al mercato degli agricoltori.
Inizierai a mangiare cibi di stagione, quando sono al massimo del loro valore nutrizionale e del sapore, e cucinerai, perché non ci troverai niente di precotto o da fare al microonde. Sosterrai anche gli agricoltori della tua comunità, aiutando a difendere le campagne dall’urbanizzazione, risparmiando combustibili fossili perché mangerai cibo locale, insegnando ai tuoi figli che la carota è una radice, non una pallottola arancione tagliata a macchina e venduta nella plastica. Nei mercati degli agricoltori succedono molte più cose che non un mero scambio di denaro e alimenti.
 
Michael Pollan
 
 
 

6. Il modo in cui mangi è importante tanto quanto quello che mangi.
Gli americani sono fissati con i valori nutrizionali, buoni e cattivi, mentre italiani e francesi si concentrano sull’intera esperienza del pasto. La lezione del “paradosso francese” è che puoi mangiare ogni genere di sostanza ritenuta tossica (formaggio ad alto contenuto di grassi, paté de foie gras…) fintanto che segui le tue regole culturali (ovvero quelle della Mamma): mangia piccole porzioni, non ripetere e non fare spuntini, non mangiare mai da solo. Ma la cosa forse più importante è: mangia con piacere, perché mangiare con ansia porta a fa male e ci fa abbuffare. In realtà non esiste nessun paradosso francese, solo un paradosso americano: persone notoriamente poco sane ossessionate dall’idea di mangiare sano.

Allora rilassati. Mangia del cibo. E assaporalo.