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2007 Nero per il popolo delle Api |
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Scritto da Altair
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Domenica 30 Dicembre 2007 14:04 |
 | Proprio sotto natale nelle sale cinematografiche usciva il film Bee Movie, un nuovo film di animazione dai creatori del ben noto Shrek. Questo film di animazione parlava della sfida giudiziaria di un’ape che ha scoperto che il loro preziosissimo miele, prodotto con tanta fatica spesso da api in schiavitù, veniva rubato dagli umani e rivenduto.
Non vi sto a raccontare il film (vedetelo ne vale la pena) , ma dopo varie vicende le api smettono di lavorare e di raccogliere il nettare dalle piante per trasformarlo in miele, la conseguenza non prevista è che tutta la natura, senza l’opera di queste piccole e utilissime creature (tanto a sottolineare che nulla in natura è casuale), non fiorisce, le piante non crescono e il mondo senza il colore dei fiori diventa grigio. Il danno era andato ben oltre alla semplice mancanza di miele, se le api non raccolgono il nettare, non impollinano i fiori, i frutti non crescono, l’erba non cresce con evidenti conseguenze disastrose a livello mondiale. | | Bene la realtà oggi non è poi troppo lontano dalla finzione del film, solo che le api non sono in sciopero ma nel 2007 il 50% delle api in Italia è morta. Gli autori di questo genocidio sono sempre i soliti noti CAMBIAMENTO CLIMATICO, INQUINAMENTO DELL’ARIA e ELETTROMAGNATICO, MALATTIE. Ma non è un fenomeno puramente nostrano ma coinvolge tutta l’Europa con un tasso di mortalità che va dal 30 al 50 % e gli USA dove si sono registrate punte del 70 %.
Le api muoiono perché sfruttate dall’uomo dentro pseudo-alveari di cui l’uomo non si prende minimamente cura lasciandole in un ambiente inquinato (si siamo riusciti a ricreare un ambiente sociale inquinato anche alle api) dove prolificano alcuni batteri e acari mortali per le nuove nidiate; Le api muoiono perché le acque sono inquinate, perché i prati non hanno una miglior sorte, perché nell’atmosfera ci sono veleni letali e perché l’inquinamento elettromagnetico, fenomeno in progressiva crescita, non permette ai loro sistemi di orientamento di ritrovare la strada di casa. In un’università americana, dove si studia il fenomeno, hanno provato a mettere un cellulare in chiamata vicino a un alveare .. il risultato è stato che le api uscite non hanno mai fatto ritorno all’alveare e quelle rimaste sono morte di fame. 
Da non sottovalutare poi è il Clima che con i suoi cambiamenti di umore repentini può lasciare le colonie di api senza nutrimento abbastanza velocemente. Ma c’è già chi stima i danni Nazionali per questa paurosa perdita, oltretutto passata silenziosa ai TG, e sono 250 milioni di euro, con a rischio le culture di: mele, pere, mandorle, agrumi, pesche, kiwi, castagne, ciliegie, albicocche, susine, meloni, cocomeri, pomodori, zucchine, soia, girasole, erba medica, trifoglio e ovviamente tutti gli animali la cui alimentazione dipende da questi prodotti.
Le api apportano all’agricoltura 1600 milioni di euro l’anno quasi 1240 € ad alveare, questo spaventa le autorità e le aziende agricole che hanno già dato il via a un piano che prevede la monitorizzazione delle aree e delle colonie per determinare con precisione quali sono i fattori determinanti che stanno portando le api all’estinzione. | | | Appare chiaro che un cambio di rotta è necessario e magari non pensare solo al profitto senza rispetto per niente e nessuno, gli ecosistemi sono delicati e anche un piccolissimo insetto come l’ape può segnare la fine del mondo come lo conosciamo oggi. |
 Scritto da Hawk Fonti notizia originaria: Ansa.it
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Ultimo aggiornamento Sabato 29 Maggio 2010 07:51 |