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La-Fiaba
La Fiaba secondo il pensiero Antroposofico PDF Stampa E-mail
Scritto da Nahima   
Venerdì 03 Luglio 2009 22:15

 

"Le fiabe sono un dono artistico proveniente, come tutto ciò che concerne la vera Arte, dal Mondo dello Spirito, da quella Patria celeste dalla quale l’uomo stesso proviene. Il loro messaggio è occulto solo nella forma: la fiaba infatti parla per immagini, simboli, indica la ricerca degli immortali archetipi a cui l’essere umano deve sempre riferirsi per poter evolvere.

Accogliere il profondo significato della fiaba significa accostarsi ad essa con animo aperto, pieno di fantasia, una qualità che oggi sembra essere dimenticata o addirittura perduta per l’uomo moderno troppo preso da un intelletto freddo, pratico, scientifico.
L’essere umano si è inaridito quando non ha più accolto quella Saggezza Cosmica, mediatrice di conoscenza e autocoscienza,  scordandosi di essere composto non solo di materia ma anche di Anima, di Spirito.
Uno dei compiti delle fiabe è quello di stimolare le nostre tre forze animiche - il pensare, il sentire, il volere - affinché facciano risorgere in noi il ricordo della nostra realtà spirituale, affinché si possano riscoprire verità che giacciono dimenticate nell’inconscio umano.

 


 

Molti archetipi collettivi - che a differenza delle immagini esistono per forza propria, non sono cioè creati dall’essere umano come ad esempio l’essenza del Bene, del Cielo, dell’albero, dell’essere umano stesso - sono contenuti in esse. Essi sono parte di molte conquiste interiori già raggiunte dall’Umanità, ricordate e rappresentate a mezzo di immagini simili in tutti i popoli pur essendo lontani per tempo e spazio.
Passioni e istinti selvaggi di tempi lontani e primitivi di una Umanità ancora bambina sono infatti rappresentati sotto forma di possenti immagini di orchi, giganti, draghi fiammeggianti aventi caratteristiche quasi uguali.

Re saggi che comandano imprese e azioni all’apparenza impossibili non solo a principi e principesse ma anche a semplici e pavidi garzoni o a umili mugnaie, sono immagini di un saggio Io superiore che spinge alla coraggiosa conquista della propria evoluzione.
Così anche i diversi e mirabolanti paesaggi fatti di boschi lussureggianti o di ghiacci, di terre sconosciute per cui si devono consumare tante scarpe, o di strani mondi lunari, di castelli bui e tenebrosi dove il tempo si è fermato pietrificando ogni essere, in realtà parlano di un pensare divenuto freddo, arido oppure di sentimenti spenti.  Sono immagini di paesaggi diversi ma che hanno in comune un’anima umana dove non risplende più il sole della fantasia, dell’amore per sé e per gli altri.

Gli animali, delle specie più diverse, parlano nelle fiabe e ricordano tempi dove ancora esisteva  una totale fusione dell’essere umano con la natura e nulla vi è di stupefacente se nelle fiabe anche gli alberi, i ruscelli, le pozze d’acqua parlano. In queste ultime ci si può scivolare dentro non solo senza bagnarsi  ma entrando addirittura in altri mondi dove, se alcune prove vengono ben superate si può uscire ricchi e felici, con monete d’oro che escono ad ogni parola o, altrimenti, con terribili bestie ripugnanti fuoriuscenti dalla bocca.

La fiaba vive in immagini talvolta belle e sognanti come quando parla di Fate dai capelli d’oro o di magici castelli che ogni notte diventano più grandi, più belli, o ancora  di tavolini e tappeti che elargiscono a comando  ogni bene, ogni ricchezza. Altre volte esse sono invece crude e violenti come quando vi sono teste mozzate, ossa seminate, morti orribili di streghe dentro botti piene di chiodi e così via. 
Nella fiaba, per mezzo di tali immagini, il cui vero significato deve essere riconosciuto per poterlo accettare, vive quello che ogni destino umano porta con sé: la giustizia che porta il premio o il castigo per le azioni commesse, quello che  filosofi, religioni, poeti e scrittori hanno chiamato di volta in volta non solo destino ma anche karma, causa, effetto, fato.

L’adulto che legge una fiaba pur usando un pensiero raziocinante, a volte non regge a certe immagini, a certi racconti e preferirebbe cambiare il finale o addolcire certe punizioni. Come si vede la fiaba non lascia indifferenti ma riesce ad avvincere ogni persona, riesce a coinvolgerla proprio perché vive nell’anima umana, ne fa parte integrante e perciò la tocca nel profondo, nei sentimenti.

Una grande incomprensione la relega, al giorno d’oggi,  al mondo dell’infanzia poiché il mondo raziocinante dell’adulto scambia la fantasia, di cui sono ricchi bambini e fiabe, con la fantasticheria e non dà più nessuna importanza a questo necessario, vitale aspetto umano.
Una approfondita conoscenza rivela invece che non è affatto così, ma questa analisi, questa scoperta della profonda saggezza contenuta nella fiaba, si può basare solamente su una altrettanto profonda e vera conoscenza della realtà dell’esistenza del Mondo dello Spirito e di una conoscenza altrettanto completa della complessa natura dell’essere umano quale ad esempio viene data dall’Antroposofia di Rudolf Steiner."

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 15 Luglio 2009 06:55