La festività di beltane, la cui tradizione risale al culto pagano dei celti, viene oggi festeggiata come sabba nella moderna Wicca1 maggio – Beltane (Bèltein)
La fine della metà oscura dell’anno e l’inizio dell’estate ha costituito da sempre un momento di passaggio in cui la rigenerazione della vita vegetale è anche la resurrezione della vita cosmica. Nella tradizione celtica le due feste maggiori erano quelle che segnavano rispettivamente l’inizio dell’estate e l’inizio dell’inverno. Come molte atre popolazioni pastorali, gli antichi celti avevano infatti due sole stagioni: la metà oscura e la metà luminosa dell’anno. Le successive suddivisioni dell’anno furono introdotte più tardi dagli agricoltori.
Beltane significa “i Fuochi di Bel” i quali venivano accesi in onore di Bel (Belenos, Balor) il Luminoso, Dio della Luce e del Fuoco, una controparte celtica di Apollo, equivalente del gallico Chernunnos e del britannico Herne: due divinità maschili della fertilità signori dei boschi e degli animali. Questi ultimi sono una controparte nordica del Dio Pan ed il loro culto, celebrato nei boschi e nelle campagne, sopravvisse a lungo nel Medioevo; tanto da aver contribuito a creare l’immagine delle streghe adoratrici del demonio. Simbolicamente Chernunnos e Bel possono essere due aspetti del Dio Cacciatore che feconda la Dea Fanciulla, aspetti rappresentati da i due temi che dominano la festa di Beltane: Fertilità e Fuoco. Il Fuoco in questa festa rappresenta appunto il calore della passione che genera la vita, o anche l’ardore dei guerrieri durante la caccia. Anch’essa passione che suscitava nel corpo, nella mente e nello spirito una grande eccitazione. I fuochi di Bel erano accesi sulle colline, per celebrare il ritorno della Vita e della Fertilità nel mondo. In Galles nove uomini rimuovevano dalle loro persone tutti gli oggetti di metallo, e andavano nei boschi a raccogliere nove diversi tipi di legna, che veniva posta in un buco nel terreno e accesa ritualmente con due pezzi di legno di quercia, sfregati insieme per creare scintille. I nove tipi di legna erano probabilmente i nove legni sacri dei Druidi: Sorbo selvatico, Quercia, Salice, Nocciolo, Betulla, Biancospino, Melo, Pino, Vite o Rovo.
Il numero nove nella tradizione celtica è il numero che indica la completezza, quindi simbolico del cosmo. Il fuoco sacro era simbolo del fuoco celeste, il calore primordiale che produsse la creazione, e che si ripresentava a ogni ritorno della primavera. E’ significativo l’uso del legno di quercia, infatti la quercia è l’albero attribuito alla metà luminosa dell’anno, che proprio a Beltane celebra il suo trionfo. I fuochi di Beltane venivano spesso accesi in coppia, e tra i due fuochi veniva fatto passare il bestiame, per propiziare latte abbondante, fertilità e buona salute per tutto l’anno, prima di essere condotta ai pascoli estivi. Il fuoco distrugge i poteri ostili, purifica l’aria e favorisce la fertilità di tutti gli esseri viventi, per questo anche le persone e gli oggetti venivano fatti passare attraverso i due fuochi. La gente danzava attorno ai falò, si svolgevano danze con alti salti, quali la Danza del Cervo e la Danza del Salmone Saltante, ricordi di antiche danze di caccia e pesca. Molte donne danzavano in cerchio su bastoni di legno (poi diventati scope) in una frenetica danza di fertilità. Quando le fiamme dei falò iniziavano ad abbassarsi, le persone saltavano i fuochi per propiziarsi la fortuna. Così giovani e ragazze saltavano per trovare l’anima gemella, i viaggiatori per garantirsi viaggi sicuri, le spose per avere figli e persino le donne gravide per assicurarsi un parto facile. In fine le ceneri dei fuochi venivano sparse sulla terra per garantire la fecondità dei campi. Dopo le danze e i salti spesso le giovani coppie si appartavano col favore dell’oscurità continuando a modo loro le celebrazioni.
Beltane era la festa nella quale la Madre Terra ed il grande Dio dei Boschi si accoppiavano. In questo periodo, vero e proprio momento “caotico” di passaggio, le leggi della realtà ordinaria sono quasi sospese e si aprono le porte dei regni ultraterreni come il Sidhe: il regno fatato dei celti. In questo periodo le fate appaiono agli umani e molte leggende associate a queste feste riguardano spesso gli incantamenti dell’Altro Mondo.
In tutto il folklore pagano europeo, si prendevano precauzioni contro le fate e gli spiriti malvagi. La festa celtica di Beltane divenne la festa medievale di Calendimaggio. L’inizio della bella stagione era celebrato con tornei dove il vincitore, personificazione del Dio vittorioso, otteneva il diritto di sposare la damigella per cui si era battuto. Rami e fiori venivano portati dai boschi, la mattina di Beltane, per decorare porte e finestre o per fabbricare ghirlande che i giovani portavano in giro per le strade cantando, chiedendo cibo e dolci in cambio. Infatti una caratteristica di questa festa è la celebrazione della vegetazione, così un usanza celtica era quella di appendere una ghirlanda primaverile (simbolo della Dea) a un tronco privo di rami (simbolo fallico del Dio Selvaggio)
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