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Scritto da Cervobianco Staff   
Mercoledì 11 Marzo 2009 13:52

La festività di Imbolc, la cui tradizione risale al culto pagano dei celti, è oggi conosciuta con il nome di Candelora e festeggiata come sabbat nella moderna Wicca.

Imbolc – 1 febbraio

La luce che è nata al solstizio d’inverno, comincia a manifestarsi all’inizio del mese di febbraio, le giornate si allungano poco alla volta e, anche se la stagione invernale continua a mantenere la sua gelida morsa, ci accorgiamo che qualcosa sta cambiando.
Imbolc era una festa che veniva celebrata per onorare i primi segni della primavera e la fine del grande freddo. Questo era il periodo più difficile dell’anno perché le riserve dell’inverno iniziavano a scarseggiare. Pertanto i segni che annunciavano il ritorno della primavera erano accolti con uno stato d’animo che oggi, al riparo delle nostre case riscaldate e ben fornite, facciamo fatica ad immaginare.

 

 

Inoltre la nuova nascita e l’allattamento degli agnelli in questo periodo garantiva un rifornimento provvidenziale di proteine.
Il nuovo latte, burro, formaggio costituivano spesso la differenza tra la vita e la morte per bambini e anziani nei freddi giorni di febbraio.
Imbolc e’ una delle quattro feste celtiche, insieme a Beltane, Lughnasadh e Samhain dette “feste del fuoco” perché l’accensione rituale di fuochi e falò ne costituiscono una caratteristica essenziale.
In questa ricorrenza il fuoco è in particolare considerato sotto il suo aspetto di luce, questo è infatti il periodo della luce crescente. Non vi erano grandi celebrazioni tribali in questo buio e freddo periodo dell’anno, tuttavia le donne dei villaggi si radunavano per celebrare insieme la Dea della Luce (Brighid o Brigit).

Tradizione di Imbolc è la creazione di una bambolina di grano, che veniva vestita di bianco con un cristallo posto sul cuore. Queste immagini dell’antica Dea venivano confezionate con le spighe provenienti dall’ultimo covone del raccolto dell’anno precedente.
L’ultimo covone , in molte tradizioni europee è chiamato “la Madre del Grano” (o dell’orzo o dell’avena) e la bambola propiziatoria confezionata con le sue spighe è “la Fanciulla del Grano”. Si credeva cioè che lo spirito del cereale o la stessa Dea risiedesse nell’ultimo covone mietuto, come le spighe del vecchio raccolto sono il seme di quello successivo, così la vecchia divinità dell’autunno e dell’inverno si trasformava nella giovane Dea Primavera.

                                                                                            

Alla bambolina di grano veniva aggiunto un simbolo del Dio (ad esempio un bastone, un lingam o un qualsiasi altro oggetto a rappresentarlo). Venivano entrambi posti in una cesta decorata come un letto nuziale. Dal momento che la festività dell’unione veniva festeggiata a Beltane, ad Imbolc la simbologia non raffigurava l’accoppiamento del Dio e della Dea, ma la loro unione sentimentale, come una presentazione dei due ed il loro innamoramento. La forza di questa festività, quindi, ricorda in modo assai simile anche la tardiva festa cristiana del Santo Valentino.
Il poema Carmina Gaelica recita:

“La mattina del Giorno di Bride
il serpente uscirà fuori dalla tana
non molesterò il serpente
ne il serpente molesterà me”
 
                                                                                             

Nel “Giorno di Bride” (Brigit) il serpente si risveglia dal suo sonno invernale e i contadini ne traevano il presagio della fine imminente della cattiva stagione.
In un’altra area culturale europea, nell’antica Roma, i primi giorni di febbraio erano sacri alla Dea Februa o a Giunone Februata.
“Februare” in latino significa purificare, quindi febbraio è il mese delle purificazioni (anche la febbre è un modo per purificarsi usato dal nostro corpo).
Processioni in onore di Februa percorrevano la città con fiaccole accese, simbolo di luce, e allo stesso tempo di purificazioni.


Un’altra usanza, legata anche a rituali di fertilità erano i Lupercali: i Luperci, sacerdoti di Fauno, correvano per le strade vestiti solo con una pelle di capra e con una frusta anch’essa fabbricata con strisce di pelle di capra, con la quale battevano le giovani spose per propiziarne la fertilità (lo scopo non era il pestaggio delle donne comunque ritenute sacre). Facile intuire come l’intolleranza cattolica del periodo vide l’opera del Diavolo in queste usanze così dissimili dalle loro.
Per combatterle la chiesa istituì processioni con candele alle quali a partire dall’XI  secolo aggiunse la benedizione delle candele per gli altari.
 La festa cristiana del due febbraio prende il nome di Candelora, o Candlemas nei paesi anglosassoni.

Il legame della festa con le candele, la purificazione e l’infanzia, sopravvive nell’usanza medievale di condurre le donne in chiesa dopo il parto, a portare candele accese. L’idea della purificazione rituale in questo periodo, è rimasta nel folclore europeo. Per esempio, le decorazioni vegetali natalizie vengono messe da parte e bruciate alla Candelora, per evitare che i folletti, che in esse si sono nascosti, infestino le case.
La pianta sacra di Imbolc è il bucaneve. È il primo fiore dell’anno a sbocciare, e il suo colore bianco ricorda allo stesso tempo, la purezza della Giovane Dea e il latte che nutre gli agnelli.

 

Celebrare Imbolc

 

Colori delle Candele Bianco, celeste, giallo chiaro (si possono ungere le candele bianche con olio di muschio e metterle in moccoli a spirale ricoperti di edera).
Decorazioni per Altare e Cerchio Fiori gialli e bianchi, narcisi, bucaneve, t-light intorno al cerchio, calderone con candela all’interno, la scopa.
Aromi e Incensi Basilico, alloro, mirra, angelica, benzoino, vaniglia, calendula
Pietre Cristallo di rocca, acquamarina, pietra di luna, ametista, turchese, quarzo latte, calcedonio.
Alimenti Pane anche speziato, i latticini, cipolle, aglio, peperoni, uva passa, curry, i vini speziati e i thè di erbe.
Dee Brighit, Bast, Vesta, Demetra, Estia, Freya.
Dei Ermes, Mercurio, Februus, il Dio Bambino o Fanciullo.
Una corrente di vita inizia a scorrere nel mondo della natura. È tempo di prendere coraggio da questi piccoli segni di rigenerazione e riconoscere che su di essi si costruiranno tante cose nei mesi a venire. Questo è il momento delle potenzialità, il potenziale della primavera e dei semi che si muovono nel terreno, ma anche il potenziale dei semi di crescita e di creatività nelle nostre vite. Per preparare il sentiero alle nuove energie occorre però compiere un cammino di purificazione.                                                                         

● Fisicamente è opportuno praticare una dieta più leggera. Dopo i banchetti delle feste invernali e la sedentarietà trascorsa al chiuso delle nostre case, il nostro fisico è appesantito.

● Possiamo decidere anche di fare una bella pulizia in casa. Possiamo riordinare le stanze e gettare tutte quelle cose che non servono e che in genere vengono conservate senza motivo. Togliere la polvere anche dagli angoli nascosti o su scaffali alti. Oltre alla pulizia materiale si può fare una purificazione a livello energetico ad esempio col fumo dell’incenso, oppure spazzare pensando di cacciare via le energie morte dell’inverno.

"La vecchia dell’inverno è cacciata fuori dall’uscio di casa con la scopa"

● Allo stesso modo si può purificare se stessi attraverso un bagno purificatorio oppure ripulendo il nostro corpo sottile con fumo di incenso, ma esistono svariate pratiche più o meno complesse per questo.

● Psicologicamente è il momento di purificare la nostra mente dai cattivi pensieri e da sentimenti inadeguati. Una bella pulizia mentale che ci consente di far entrare in noi la luce della Natura rinnovata e di partecipare al risveglio del cosmo dalla lunga notte invernale (molto utili sono le tecniche di meditazione).

●Si può celebrare Imbolc in modo rituale accendendo una candela bianca.

"Accendo la fiamma di Brighit per illuminare il cammino della mia vita"

Si medita un po’ di tempo sui significati di questa festa
Si porta la candela accesa nelle varie stanze della casa facendo il giro degli ambienti in senso orario, alla fine si spegne la candela.

"Spengo la fiamma di Brighit per farla vivere in me"

E si visualizza la luce della candela che entra in noi.

● Nel caso sia stato celebrato il sabba di Yule e si siano conservate le decorazioni questo è il momento di bruciarle. Bruciate il verde di Yule per mandare l’inverno per la sua strada.

● La sera precedente Imbolc si può lasciare del pane imburrato in una coppa all’interno della casa per gli esseri fatati che viaggiano con la Signora del Bosco. Il giorno dopo verrà buttato (in un luogo naturale, non nella pattumiera) poiché l’essenza ne sarà stata rimossa.

● Si possono mettere tre pannocchie sulla porta a simboleggiare la Triplice Dea e lasciarvele fino a Ostara.

● Si può purificare l’area che si utilizza per fare divinazione o gli strumenti divinatori stessi con un incensiere che bruci rosmarino o verbena.

● Questo è il momento di ripulire l’altare e l’attrezzatura. Si può inoltre eseguire un rituale di auto-purificazione con gli strumenti degli elementali: sale per la Terra e il corpo, incenso per l’Aria e i pensieri, la fiamma di una candela per il Fuoco e la volontà, dell’Acqua per le emozioni.

● Caratteristica di questo periodo è anche la fabbricazione di cuscini per i sogni, che spesso vengono anche regalati.

● Imbolc è il sabba in cui si benedicono le candele e le erbe che verranno usati durante i rituali nel resto dell’anno.

“vi benedico creature di fuoco, di luce e di cera, la negatività scaccerete e luminose brucerete. Siate strumento al servizio del bene e dell'equilibrio per volere mio e della magia”

● Antica tradizione di Imbolc è anche la creazione della bambolina, in genere sono le donne ad occuparsi di questo mentre gli uomini possono uscire dopo l’imbrunire della vigilia del sabba per andare a raccogliere un dono per Brigit (una pietra, una conchiglia, una piuma) da riportare in casa. La bambolina viene fabbricata con le spighe della celebrazione di Lammas che sono state tenute da parte e intrecciate insieme a nastrini colorati. Poi con rametti raccolti in precedenza, viene preparato il letto di Brigit, un cestino riempito di rafia e decorato con edera e nastri bianchi, dove si depone la bambola vestita da sposa, o se preferite legate assieme tre pannocchie con del raso bianco e avvolgetele in un centrino. I doni vengono anch’essi posti nel cesto, si può mettere anche un pezzetto di cristallo di rocca. Questa è l'espressione simbolica dell'unione tra il Dio e la Dea. Al fianco del quale viene accesa una candela bianca per salutare il ritorno della buona stagione, della luce e della vita.

● Con la paglia si possono creare anche dei fascetti legati con del nastro nero. Mentre fate questo date ad ogni fascetto una caratteristica del vostro carattere che volete eliminare e poi bruciateli tutti nel calderone.

● Un rituale più complesso invece consiste nel procurarsi tre candele bianche e disporle in un triangolo con la punta rivolta verso Nord. Al centro del triangolo si pone un calice con dell’acqua (simbolo di purificazione) o del latte (simbolo di nutrimento e nuova vita). Dopo un breve rilassamento ci si muove verso la candela del Nord e la si accende.

“Signora dell’Inverno ti dico addio. La tua stagione è terminata”

Si visualizza il gelido potere dell’inverno che si allontana. Dopo aver sostato un pò, ci si sposta alla candela di Sud-Est e la si accende.

“Signora della Primavera, ti offro un caloroso benvenuto, la Terra è il tuo letto“

Si visualizza il gioioso potere della Primavera che si avvicina. Dopo un pò ci si sposta alla candela di Sud-Ovest e la si accende.

“Signora dell’Estate, presto io ti chiamerò e il tuo amante sarà risvegliato.”

Si visualizza il potere ancora lontano della bella stagione, desideroso di nascere e pulsante di vita nel sottosuolo. Quando ci si sente pronti, si va al centro del triangolo e  si raccoglie il calice.

“Io bevo il potere della Triplice Dea. Possa questo potere diffondersi su tutta la Terra per portare la nascita della Primavera”

Si beve dal calice sentendo questo potere scorrere in noi. A questo punto si può inserire anche una delle pratiche descritte in precedenza, oppure concludere il rituale andando presso ciascuna delle candele e spegnerle nell’ordine in cui sono state accese (volendo si possono anche lasciar bruciare fino alla fine).

 


 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Gennaio 2010 08:12