Benvenuto in :: Cervobianco ::
 
:: Cervobianco - Litha ::
Litha PDF Stampa E-mail
Scritto da Cervobianco Staff   
Mercoledì 11 Marzo 2009 14:08

La festività di Litha, la cui tradizione risale al culto pagano dei celti, celebrato durante il solstizio, viene oggi festeggiata come sabbat nella moderna Wicca.

Litha 21 – Giugno

                                                                                                      

Solstice

Intorno al 21 giugno il sole celebra il suo trionfo in quello che è il giorno più lungo dell’anno, ma che, allo stesso tempo, rappresenta l’inizio del suo declino, infatti dopo il solstizio d’estate, le giornate iniziano lentamente, ma inesorabilmente ad accorciarsi, fino al solstizio d’inverno, in quella che è la fase calante dell’anno. È il tempo in qui possiamo ricevere il massimo della potenza solare. Questa elementare verità, era conosciuta dagli antichi popoli che pare fossero a conoscenza che le Ley Lines, le linee geomantiche, aumentano la loro carica energetica tramite la potenza solare.

Nell’antica Grecia i due solstizi erano chiamati “porte”: “Porta degli Uomini” quello estivo e “Porta degli Dei” quello invernale. Per la prima porta si entrava nel mondo materiale della creazione, mentre per la seconda porta si entrava nel regno divino e soprannaturale. Il solstizio si colloca in quel confine che separa la crescita dal declino, la manifestazione, dalla non manifestazione.

Midsummer, mezz’estate la chiamano nei paesi anglosassoni e Shakespeare nel suo “Sogno di una notte di mezza estate” ne ha raffigurato l’aspetto magico, dove sogno e realtà si fondono. Pur se cristianizzata come Festa di San Giovanni (24 giugno), la notte di mezza estate ha conservato tutte le sue valenze magiche.

Midsummer Dream

Si raccolgono piante aromatiche da bruciare sui falò solstiziali, piante che danno poco fumo ed hanno un buon aroma, come timo, ruta e maggiorana. Era comune credenza che moltissime piante avessero poteri quasi miracolosi. Il vischio è una pianta solstiziale molto importante nella tradizione celtica. Gli antichi druidi raccoglievano questa pianta con un falcetto d’oro, strumento che univa la forma lunare al metallo solare. I rami di vischio, solitamente simbolo del solstizio invernale (Yule), a Litha assumono un aspetto dorato, il famoso “Ramo d’Oro” dei miti. Si riteneva in particolare che l’energia solare si raccogliesse nei fiori.

In questo periodo assumono rilievo i due elementi primordiali del fuoco e dell’acqua, contrapposti ma pur sempre complementari, simboleggiando il primo i poteri della divinità maschile e la seconda quelli della divinità femminile.
Nell’astrologia babilonese il solstizio d’estate era simboleggiato dal matrimonio di sole e luna, in cui i due astri spargono le loro energie sul mondo.  L’acqua del solstizio è appunto direttamente collegata alla luna. Nelle celebrazioni solstiziali, l’acqua, è rappresentata dalla rugiada o “Guazza di San Giovanni”, a cui sono attribuiti poteri miracolosi, da qui l’usanza di raccogliere all’alba, la rugiada depositata su fiori e piante, condensato di energia solare e lunare.
 
 
Iperico         Rugiada di San Giovanni

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 31 Maggio 2010 09:45