Benvenuto in :: Cervobianco ::
 
:: Cervobianco - Lughnasadh ::
Lughnasadh PDF Stampa E-mail
Scritto da Cervobianco Staff   
Mercoledì 11 Marzo 2009 14:19

Lammas è il sabba dell’ultimo raccolto, conosciuto anche con il nome di Lughnasadh in onore del Dio Lugh. È legato al mito della Dea del raccolto ed è sempre stata una festività molto forte nelle radici del paganesimo.

1 Agosto – Lammas

Questo momento dell’anno, dominato dal calore solare e dalla generosità della natura, vede la fine degli sforzi umani per portare a compimento il ciclo agrario con il raccolto del grano, uno degli eventi più importanti dell’antica Europa.  Risalente all’Età Neolitica, la coltivazione dei cereali ha letteralmente plasmato tutte le civiltà europee e mediterranee.

La mitologia più antica narrò di due entità femminili, Madre e Figlia, che rappresentavano forse il raccolto maturo e il frutto raccolto da seminare, entrambe simboleggiate dall’ultimo covone mietuto, quasi a raffigurare la loro somiglianza e identità. Il folklore europeo ne parlò come la Vecchia del Grano, il vecchio spirito o vecchia divinità che moriva al momento del raccolto per incarnarsi nella Fanciulla del Grano raffigurata come una bambola formata con le spighe dell’ultimo covone e conservata come un talismano per tutto l’anno.


In epoche Pre-Cristiane queste due figure venivano chiamate Demetra e Persefone o Cerere e Proserpina.
I misteri iniziatici in onore di Demetra e Persefone, che si tenevano ogni anno nell’antica città greca di Eleusi, rivelavano che la morte è solo un passaggio verso una diversa esistenza. Il chicco di grano muore ma per rinascere come nuova spiga.
Più tardi, in molte mitologie, la divinità del grano assunse aspetto maschile, il Re o Dio del Grano, Figlio o Amante della Dea. Tali furono Tammuz e Adone il primo riportato in vita dalla sua sposa Ishtar, il secondo destinato a trascorrere metà dell’anno con la Regina dell’Oltretomba e l’altra metà con Afrodite, Dea dell’amore e della Fertilità. Entrambi erano giovani Dei che morivano per resuscitare a nuova vita, come il grano.

Nei paesi celtici del nord Europa, il raccolto dei cereali avveniva più tardi e prima delle dure fatiche del raccolto ci si concedeva una pausa di festa, contrassegnata il primo agosto dalla celebrazione di Lughnasadh (Luunasa), la “Commemorazione di Lugh”. L’Irlanda è una terra dove le usanze di Lughnasadh sono sopravvissute fino ai giorni nostri.

Demetra e Persefone

 Lugh, Dio del Fuoco e della Luce, può aver derivato il suo nome dalla stessa radice del latino Lux, e pare che sia una più tarda e sofisticata versione di Bel/Beli/Balor, che regna su Beltane. Lugh infatti è legato alle popolazioni agricole, che si unirono a quelle pastorali.
Lugh è anche divinità delle Arti, chiamato “Ugualmente Abile in tutte le Arti” e “Luminoso dalla Mano Abile” per indicare le sue capacità. Era inoltre definito “dal Lungo Braccio” appellativo che lo avvicina al Dio solare egizio Aton, raffigurato con raggi dalle lunghe mani.
Nei tempi cristiani il suo corrispettivo fu l’Arcangelo Michele, oppure Lucifero che come Lugh è portatore di Luce.

 Lughnasadh era occasione di raduni e feste in cui ci si dedicava a giochi, gare e banchetti e si tenevano anche competizioni poetiche di bardi e musici sotto il patrocinio di Lugh.
Il sole aveva trionfato su venti, gelo e nebbie ed ora il raccolto era pronto. Ma la fertilità è anche un concetto legato alla sessualità umana, così nell’antica Irlanda si celebravano i cosiddetti “matrimoni di prova” che duravano un anno ed un giorno. Il contratto era rinnovabile, ma se alla scadenza del periodo la convivenza aveva avuto un cattivo esito, la coppia non doveva fare altro che ritornare al luogo della cerimonia, mettersi schiena contro schiena e allontanarsi in direzioni opposte.Lugh

Lughnasadh passò nel folklore britannico con il nome di Lammas, abbreviazione di Loaf-mass (dall’anglosassone half-maess) o “Messa della Pagnotta” poiché con il primo grano raccolto si preparava un pane propiziatorio, offerto nelle chiese come parte di riti eucaristici. La festa viene celebrata anche con fuochi rituali accesi in cima alle colline, come in Galles, nell’isola di Man e in Irlanda, dove i falò sono anche occasione di danze di licenziosità.

La festa del Sole Calante è il punto di svolta in cui l’Uomo Verde di Beltane si prepara a diventare l’Uomo Grigio della Morte in autunno.Ora infatti è il tempo in cui si arresta la crescita del mondo vegetale, per permettere al raccolto di maturare.

 

Nel folklore europeo, durante i rituali, dall’ultimo covone si estraggono i chicchi del futuro raccolto e si spargono le ceneri delle spighe per fertilizzare la terra.
Il tema di morte e rinascita non negava quello della fertilità espresso dalle orge rituali durante le feste del raccolto che, ricordando il mitico Caos primordiale, rinnovavano il ciclo dell’anno e la fecondità della terra: Fertilità Umana e Fertilità della Natura. Eros (amore) e Tanathos (morte) costituiscono un binomio inscindibile anche in questo periodo dell’anno.
Ultimo aggiornamento Martedì 13 Luglio 2010 13:25