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Ostara PDF Stampa E-mail
Scritto da Nahima   
Martedì 28 Luglio 2009 07:02

Ostara – 21 Marzo

 

Ostara
Il Sabba di Ostara, corrispettivo Pagano della Pasqua, cade nel giorno dell’equinozio di primavera.

All’equinozio di primavera intorno al 21 Marzo, giorno e notte sono in perfetto equilibrio, ma la luce aumenta sempre di più dopo le lunghe notti invernali. La Ruota dell’Anno gira attraverso le stagioni, verso i lunghi e caldi giorni estivi.

La natura si risveglia: i fiori sbocciano ovunque, è il tempo del ritorno della vegetazione, fioriscono narcisi, primule e fiori del colore del sole. Gli uccelli costruiscono i loro nidi e si accoppiano, non c’è da meravigliarsi quindi, se questa data sia stata associata presso varie culture a concetti quali la fertilità, la resurrezione, l’inizio. Ma, nel suo aspetto di fertilità umana, l’equinozio deve inchinarsi alla festa successiva, quella di Beltane: esso possiede completamente l’aspetto della fertilità vegetale, che si manifesta in modi diversi a seconda della latitudine. Infatti se nel Mediterraneo è tempo di germogli, nel nord Europa è tempo di semina, in cui i nuovi semi vengono benedetti.

La primavera nelle concezioni Druidiche è celebrata con tre feste: Imbolc, che ne rappresenta i primi movimenti, Ostara che ne è la manifestazione visibile e Beltane che è la sua pienezza.

 L’Equinozio di Primavera segna l’inizio del calendario zodiacale, rappresenta così, per alcune culture, una sorta di capodanno. Nella Roma Arcaica, l’anno cominciava a primavera nel mese di marzo, sacro appunto a Marte, padre dei due gemelli fondatori della città. Ogni anno a Roma, il 14 o 15 Marzo, veniva portato in processione, colpito con lunghe verghe, un uomo coperto di pelli di capra chiamato Mamurio Veturio, ritenuto il mitico fabbro che aveva costruito undici scudi a imitazione di quello Sacro donato da Giove al Re Numa Pompilio e per questo ritenuto colpevole di sacrilegio. Mamurio era in realtà la personificazione dell’Anno Vecchio il quale veniva scacciato alle Idi di Marzo per far posto al nuovo anno. All’equinozio di primavera in molte tradizioni, ricorreva addirittura la nascita del mondo come nel Mithraismo. Il mito narra che Mithra sacrificò il Toro Cosmico da cui naquero tutte le piante e tutti gli animali, e poi suggellò la sua amicizia con il Sole offrendogli la carne del Toro in un Banchetto sacrificale. Ma le antiche tradizioni ci offrono tutta una serie di miti legati alla primavera che hanno al loro centro l’idea di un sacrificio a cui succede una Creazione-Rinascita-Nascita. Esiste un preciso riferimento cosmico alla base di queste mitologie: il sole che incrocia e supera la linea dell’equatore celeste passando da Nord a Sud.

Sembra che al tempo dell’equinozio nel segno dei Gemelli (6000 – 4000 a.C. circa) la più notevole figura astronomica del cielo meridionale, la Croce del Sud, fosse visibile nei cieli della Mesopotamia. I Babilonesi fecero della croce il simbolo dell’adempimento, quasi ad indicare che il mito del Dio dell’Anno si conclude al termine di un ciclo con il Dio stesso appeso ad una Croce.

Dopo l’equinozio si svolgevano, nel mondo ellenico, le Adonie, le feste della resurrezione di Adone (evoluzione del Dio assiro-babilonese Tammuz). Bellissimo giovane amato dalla Dea Afrodite, venne ucciso da un cinghiale, forse il Dio Ares ingelosito.

 
                                                                                                             Primavera
    

 Collegati ai riti in suo onore erano i “Giardini di Adone”, vasi in cui si seminavano i Cereali e ortaggi che germogliavano rapidamente al sole primaverile e venivano poi gettati in mare o nelle sorgenti, per propiziare il rinnovamento della natura. Tale usanza è sopravvissuta nelle tradizioni della Pasqua Cristiana: ancora oggi, in molte località d’Italia, si prepara nello stesso modo il cosiddetto “grano del sepolcro”.

Allo stesso modo nei Misteri Eleusini, si festeggiava Persefone che ritorna nel mondo dopo aver trascorso sei mesi nel Regno dei Morti.

Nel mese successivo all’equinozio, si festeggiavano in Atene, le Grandi Dionisie, in onore di Dioniso, Dio morto e resuscitato. La processione compiuta per celebrarlo, portava per le strade simulacri di Falli simbolo della fertilità nel suo aspetto maschile.

Tutti questi miti mostrano l’unione di un simbolismo cosmico, celeste, legato al cammino del sole nel cielo, e un simbolismo terrestre, legato al risveglio della natura.

Ciò riecheggia il sottostante tema del matrimonio fra una Divinità maschile, Celeste o Solare, e una femminile, legata alla Terra o alla Luna.

Come festa solare, appartengono all’equinozio i temi del Fuoco e della Luce. Luce e fertilità sono sopravvissuti nel folklore europeo in cui è rimasta la tradizione di accendere i fuochi di Pasqua sulle cime di alte colline: più a lungo restano accesi, più sarà fruttifera la terra.

La parola Est, la direzione a cui è collegato l’equinozio primaverile, deriva da “Eostre” (o Ostara, la stella dell’Est, cioè Venere), la Dea sassone della fertilità assimilabile a Venere, Afrodite e Ishtar.

Eostre ha dato anche il nome alla pasqua nella lingua inglese, Easter.

 

                                                                                     

Lepre

A Eostre era sacra la lepre, simbolo della fertilità il cui comportamento in marzo si dice assomigli a quello di una Congrega di Streghe Danzanti. Questo Totem animale della Dea fu infatti inseguito considerato lo spirito familiare delle streghe, in realtà era un animale sacro in molte tradizioni.

Al giorno d’oggi la ricorrenza della Pasqua ci ripropone ogni anno, il tradizionale consumo e dono di Uova. In realtà l’attuale Uovo ha un simbolismo antichissimo, di Creazione, Vita e Rinascita.

Come simbolo di Iniziazione, l’Uovo simboleggia il “due volte nato” essendo la sua deposizione una prima nascita, e la schiusa la seconda.

 La nascita del mondo da un uovo cosmico è un’idea universalmente diffusa e non accaso veniva celebrata presso molte civiltà alla festa equinoziale di primavera. L’uovo raffigura il passaggio dal caos all’ordine cosmico, dall’Uno al Molteplice.

La pianta sacra dell’equinozio di primavera è il Trifoglio, che si può ricondurre al simbolismo della Triskel, la ruota solare a tre bracci, mentre la varietà a quattro foglie rappresentava la croce celtica, la ruota solare, il cerchio magico delle quattro direzioni.

 

 




 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Gennaio 2011 10:23