Yule è un’antica festa pagana, ovvero un sabba, celebrato durante il solstizio d’inverno. Oggi è conosciuta come la festa del Natale che celebra la nascita del Cristo come la nascita della luce del sole. Yule – 21 Dicembre Solstizio deriva dal latino “sol stat”, “il sole si ferma”, e di fatti il sole per circa tre giorni sorge sempre nello stesso punto. Il respiro della natura è sospeso nell’attesa di una trasformazione e il tempo stesso pare fermarsi. Mentre l’anno volge al termine le notti si allungano e le ore di luce sono sempre più brevi. È uno dei momenti di passaggio dell’anno: l’oscurità regna sovrana, ma nel momento del suo trionfo, cede alla luce che lentamente inizia a prevalere sulle brume invernali. Nelle moderne celebrazioni natalizie e di fine anno, è ancora possibile discernere i simboli di tradizioni primordiali sotto la loro attuale veste: cristiana o consumistica che sia. 
Dalla Siberia alle isole Britanniche, passando per l’Europa centrale e il mediterraneo, era tutto un fiorire di riti che celebravano le nozze fatali della notte più lunga col giorno più breve. Due temi principali si sovrapponevano: uno era la morte del Vecchio Sole e la nascita del Sole Bambino, l’altra era il tema vegetale che narrava la sconfitta del Dio Agrifoglio, re dell’anno calante, ad opera del Dio Quercia, re dell’anno crescente. Un terzo tema, forse meno antico e nato con le prime civiltà agrarie, celebrava la nascita-germinazione di un Dio del Grano. Se il Sole è un Dio, il diminuire del suo calore e della sua luce è visto come segno di vecchiaia e di declino. Occorre cacciare l’oscurità, prima che il sole scompaia per sempre. Le genti dell’antichità, che si consideravano parte del grande cerchio della vita, ritenevano che ogni loro azione, anche la più piccola, potesse influenzare i grandi cicli del cosmo, così si celebravano riti per assicurare la rigenerazione del sole, la rinascita e la ripresa della sua marcia trionfale.
Ill re Oscuro, il vecchio sole., muore e si trasforma nel sole bambino che rinasce dall’utero della Dea. All’alba la Grande Madre Terra dà alla luce il Sole Dio. La Dea è la vita dentro la morte, perchè anche se ora è la regina del gelo e dell’oscurità, mette al mondo suo figlio, il Sole, suo amante che la rifeconderà riportando calore e luce al suo regno. Anche se i più freddi giorni dell’inverno devono ancora venire, sappiamo che con la rinascita del sole, la primavera ritornerà. I Celti consideravano il sole che si levava, fino alla vigilia del solstizio, un sole-ombra, mentre quello vero era prigioniero del Re del “Mondo di Sotto” (Arawn), questo vero sole rinasceva dal grembo di Ceridwen, la Vecchia Dea Strega dell’Inverno. Ad Atene il rituale del solstizio era rappresentato dalle Lenee, “la festa delle Donne Selvagge”, in cui si celebravano, a un tempo, la morte e la rinascita di Dioniso. Grotte addobbate di fiori commemoravano la nascita del Dio sacrificato in precedenza come capretto dai Titani. I cretesi uccidevano e mangiavano un toro quale sostituto di Dioniso. E come toro veniva adorato e sacrificato un altro Dio solstiziale, il persiano Mithra, che nasceva il 25 Dicembre in una grotta, così come le grotte erano i suoi santuari di iniziazione. In Egitto era Iside sotto forma di Vacca Aurea a cercare le parti del cadavere smembrato di Osiride, raffigurando la ricerca del sole in inverno da parte della Dea. Il Natale è la versione cristiana della rinascita del sole, fissato secondo la tradizione al 25 Dicembre da Papa Giulio I (337-352) per il duplice scopo di celebrare Gesù Cristo come il “Sole di Giustizia” e creare una celebrazione alternativa alla più popolare festa pagana dell’epoca. Il 25 Dicembre infatti, quando il nuovo sole era già salito percettibilmente sull’orizzonte, era a Roma il Dies Natalis Solis Invicti, la festa in onore del Sole Invincibile istituita dall’imperatore Aureliano, per celebrare il sole quale manifestazione della divinità che governa il Cosmo. Ma a Roma vi era una festa molto più antica di quella del Sole Invincibile. Fra il 17 e il 23 Dicembre si celebravano i Saturnali e durante questa festività, veniva ammesso il gioco d’azzardo: non un semplice svago, ma un atto rituale oracolare, teso ad interpretare la volontà degli Dei.La falce di Saturno era in realtà un Lituus, il bastone ricurvo usato dagli àuguri per vaticinare il futuro. E i dadi dell’antica Roma erano forse il residuo di un antichissimo gioco oracolare. La moderna tombola ha ereditato questo valore, con i suoi significati scherzosi attribuiti ai 90 numeri. Gli antichi greci chiamavano il solstizio invernale “Porta degli Dei” considerandolo il confine tra il nostro mondo e una dimensione non-spaziale e non-temporale. Per questa porta si accede ad uno stato super-individuale, divino: il regno degli Dei. Un’altra tradizione tramandata dai Saturnali è quella dei doni. In epoca imperiale a Roma ci si scambiavano lumi accesi simbolo della luce crescente. Le attuali decorazioni natalizie richiamano l’antica usanza di mantenere vivo lo spirito della vegetazione con piante sempre verdi. L’albero di Natale, l’abete, rappresenta in realtà l’albero del cosmo delle mitologie nordiche. Se appendiamo ai suoi rami luci e frutti dorati è per celebrare il mito solare.
Celebrare Yule | Colori delle Candele | rosso, verde, bianco, oro (giallo) | | Decorazioni per Altare e Cerchio | rametti di agrifoglio, vischio, edera, mirto, pino e pigne. Cardo, sempreverdi, alloro, candeline dorate, stella di natale. | | Aromi e Incensi | Alloro, rosmarino, salvia, muschio, quercia, incenso puro, pino, cedro, chiodi di garofano. | | Pietre | Rubino, Granato, Smeraldo, Agata muschiata, Malachite, Cristallo di rocca, ossidiana fiocco di neve | | Alimenti | Noci, mandorle, mele e pere, dolci e biscotti con frutta secca, pietanze a base di maiale, tacchino, sidro, thé di Ibisco o di Zenzero, Wassail (bevanda a base di birra con spezie e zucchero) | | Olio per Yule | 5 ml olio di pino, 5 ml olio di cannella, 5 ml olio di oliva, un cucchiaio di radice di zenzero ridotta in piccoli pezzi, tre cucchiaini di sale marino. Usato per ungere le candele (la cannella irrita la pelle). | | Dee | Iside, Astarte, Demetra, Gea, Diana, la Grande Madre, Dee della Fertilità | | Dei | Apollo, Mithra, Dioniso, Ra, Odino, Lugh, Cernunno, il Divino Fanciullo, Il Re Quercia e il Re Agrifoglio | In questo tempo la natura si riposa per prepararsi a vivere un nuovo ciclo. Sarebbe fisicamente opportuna anche per noi una pausa, approfittando magari delle vacanze natalizie per dedicarci alla lettura, alla meditazione o ad esercizi di rilassamento. ● Una pratica molto piacevole e rilassante, è quella di farsi un bel bagno purificatorio, meglio se con delle erbe rilassanti come lavanda o camomilla. L’acqua in cui ci immergiamo rappresenta il liquido nell’utero materno ed il momento di stasi prima della nascita. Purtroppo questo periodo dell’anno, per l’accumularsi di celebrazioni, feste ed acquisti di regali, può portare a stress ed ansia e questo congiura contro un salutare riposo solstiziale. ●Questo è il tempo in cui siamo più lontani dal sole, ma contemporaneamente siamo consapevoli della sua rinascita e possiamo provare a trattenere questa piccola luce in noi. Il solstizio può essere un momento molto calmo ed importante, in cui nella silenziosa ed oscura profondità del nostro essere contattiamo la scintilla del nuovo sole. Questa è anche un’opportunità per gioire ed abbandonarci a sentimenti di ottimismo e speranza: come il sole risorge anche noi possiamo uscire dalle tenebre invernali rigenerati. ●Possiamo decorare la nostra casa con le piante del solstizio (edera, agrifoglio, quercia, abete, pino silvestre) o decorare l’albero solstiziale. Si può decorare con delle pigne con colla e brillantini come simbolo delle creature fatate, con delle campanelle per chiamare gli spiriti del piccolo popolo. Incollate le ghiande ai loro cappucci ed attaccatevi dei nastri rossi per appenderle all’albero oppure decoratelo con tanti piccoli soli. Consacrate l’albero di Yule aspergendolo di acqua salata e passando tra i rami il fumo d’incenso, camminando intorno all’albero con una candela accesa. “Per Fuoco ed Acqua, Aria e Terra io consacro questo albero di rinascita” Si può appendere o lasciare sotto l’albero (nel caso che sia all’aperto) del mangime per gli uccelli. ●Ci sono tanti modi per celebrare a livello spirituale questa festa, possiamo alzarci all’alba e salutare il nuovo sole, si possono accendere candele o luci per rappresentare la nascita delle nostre speranze per il nuovo anno. Alcune candele possono essere poste sulla tavola al tramonto e vengono lasciate bruciare fino a consumarsi. ●Si può compiere il rituale con l’accensione del “ceppo di yule”. Si prende un grosso ciocco di legno di quercia e lo si orna con rametti di varie piante: il tasso, a indicare la morte dell’anno calante, l’agrifoglio che rappresenta l’anno calante stesso, l’edera, pianta del Dio Solstiziale, e la betulla, albero delle nascite e dei nuovi inizi. Si legano i rametti al ciocco usando nastro rosso. Se abbiamo celebrato questo rito anche l’anno precedente ed abbiamo un pezzo non bruciato del vecchio ciocco accenderemo il fuoco con questo. “Come il vecchio ciocco è consumato così lo sia anche l’anno vecchio. Come il nuovo ciocco è acceso così inizi il nuovo anno. Benvenuta luce del nuovo sole” Una volta che il fuoco è acceso osserviamo le sue fiamme e meditiamo sulla rinascita della luce e sulla nostra rinascita interiore. Accogliamo le nostre speranze ed i sogni per il futuro. Si brinda con vino rosso e si consumano dolci lasciando una parte del nostro festino per la madre terra. Più tardi le ceneri del ciocco potranno essere sparse nel giardino o nei vasi delle piante che teniamo in casa per propiziarne la salute e la fertilità. ●Un’altra usanza è quella del ramo dei desideri, un rituale della tradizione celtica. Nove giorni prima del solstizio occorre procurarsi un ramo secco di discrete dimensioni. Si dipinge con vernice dorata e si appende nella propria abitazione con un pennarello ed alcune strisce di carta rossa da tenere lì vicino. Chiunque entri in casa, se vuole, può trascrivere un proprio desiderio su una striscia di carta che verrà ripiegata e legata al ramo con un nastrino colorato. Quando nove giorni dopo si accenderà il fuoco del solstizio, il ramo verrà sistemato sulla legna da ardere e i desideri che sono appesi ad esso bruceranno e saliranno col fumo sempre più in alto. ●Per quanto riguarda l’usanza di scambiarsi dei doni, essi sono un augurio di felicità e abbondanza. Si usa anche scambiarsi dei rametti di vischio per augurare una buona fortuna Altri articoli: Yule e Babbo Natale |