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Yule e Babbo Natale PDF Stampa E-mail
Scritto da Nahima   
Martedì 28 Luglio 2009 07:52


Nessuno conosce con esattezza la data in cui l'uomo usò per la prima volta il fuoco...

Probabilmente fu scoperto in zone diverse in epoche diverse, trattandosi per lo più - a eccezione del fuoco vulcanico - del risultato di un fulmine. Potrebbero avere quindi, mille secoli il mito e i rituali del fulmine e dell'albero in fiamme, che hanno mantenuto vivo il ricordo di questo evento nella mente dell'uomo.

Che l'uomo si sia spostato a causa del terribile avvento dell'Era Glaciale o che, provvisto del fuoco, abbia abbandonato le calde zone subtropicali d'origine per spingersi più a nord in Europa o in Asia, resta il fatto che l'inverno era un periodo spaventoso, in cui la durata del giorno diminuiva gradualmente, gli alberi perdevano le foglie e il freddo, la neve e il ghiaccio sembravano suggerire la morte imminente del Sole e di ogni forma di vita circostante; era un tempo di paura, paura che le forze del caos e l’oscurità divorassero o distruggessero la luce e il calore apportatori di vita che provenivano dalla grande palla di fuoco nel cielo.

Era questa la punizione per aver rubato il fuoco agli Dei?

Dopotutto, l'uomo era stato in grado di trasferirsi in quelle fredde regioni nordiche solo perché possedeva fuoco e abiti ma, una volta arrivatovi (soprattutto durante l'ultima glaciazione), dev'essersi reso conto che l'inverno era terribile e forse in molti erano morti per il freddo e la neve prima di aver appreso ad acclimatarsi.

Il rito di purificazione con gli Dei, includeva la restituzione del fuoco rubato assieme ad alcune offerte sacrificali e veniva svolto appendendo i doni ai rami di un albero sacro e dandolo poi alle fiamme. Questo rito doveva apparire vitale ai nostri antenati. Come ogni forma di festeggiamento sacro, tutti trascorrevano attimi felici svolgendo il rito ed era sempre possibile bere e mangiare quello che rimaneva delle offerte sacrificali. Quest'ultimo punto era importante, poiché nell'antichità (e anche oggi) quei riti religiosi non erano soltanto occasioni solenni, ma anche momenti di allegra baldoria.
Con il passare del tempo, venne dato un significato speciale a vecchi alberi, anche come rappresentazione dell’Albero del Cosmo, il pilastro centrale intorno al quale si organizza l’intero universo, sia negli aspetti naturali, sia in quelli sovrannaturali. Esso collega inoltre i tre mondi della Cosmologia sciamanica, fungendo anche come via di collegamento.

Così, la tradizione dell'albero in fiamme è stata portata avanti, di generazione in generazione, assieme all'usanza di offrire sacrifici, (che divennero con il tempo trasformati in doni per agli amici e ai propri cari) festeggiare, di danzare e di celebrare i riti della fertilità, o adornare l’albero di lucine per richiamare la luminosità del fuoco. Oggi utilizziamo il “Ceppo di Yule” o l'Albero di Natale, spesso ignorando l’origine ancestrale di questi simboli ed il loro originario significato...

 


 

Questo equilibrio di buio e luce è stato distorto nel corso dei secoli in una lotta fra bene e male. In molte località europee le campane delle chiese, per secoli, suonarono il “Rintocco funebre del Diavolo”, nell’ultima ora della vigilia di Natale, avvisando che Cristo stava arrivando per distruggere Satana.

Curiosamente il soprannome inglese del Diavolo, Old Nick, ci rinvia a Nik, un nome del Dio nordico Odino e a San Nicola, che nell’antico folklore cavalcava un cavallo bianco nel Cielo, proprio come Odino. Questo santo, come è noto, si è poi trasformato nel Santa Claus Americano, l’odierno Babbo Natale e ultima incarnazione del Dio Agrifoglio, l’Anno Calante, il Saturno vecchio e morente, ma dispensatore di doni di saggezza analogo al Dio Celtico Bran e come questo signore benefico del caos solstiziale.

 


 

Chi si sarebbe aspettato di trovare dietro la figura pacioccona e festosa di Babbo Natale, l’ombra inquietante del Signore del Caos Soltiziale, il Dio Sciamano del Nord Europa?

I popoli che vivevano nelle terre prossime al Circolo Polare Artico, dalla Lapponia alla Siberia, affidavano i loro problemi materiali e spirituali agli sciamani, individui che per predisposizione innata o dopo lunghissimi addestramenti rivestivano il ruolo di Sacerdoti, Maghi e Veggenti. Essi erano gli intermediari tra gli esseri umani e il mondo spirituale. Si diceva che lo spirito dello sciamano caduto in Trance abbandonasse il corpo fisico e volasse verso il Cielo passando attraverso il buco per il fumo che era lasciato aperto sulle tende. Anche Babbo Natale passa per il camino delle case, e come se non bastasse vive al Polo Nord: il Nord nelle antiche tradizioni europee è la direzione simbolica degli spiriti.

E le renne?

I popoli siberiani e scandinavi dipendevano da questi animali per sfamarsi e vestirsi. Inoltre le renne giocavano un ruolo importantissimo anche nelle tradizioni spirituali di questi popoli, essendo ciascuna di esse una personificazione del Grande Spirito Renna. Se questo spirito si adirava per qualche motivo con gli umani era compito degli sciamani viaggiare in trance fino al suo regno per placarlo. Gli sciamani entravano in trance in molti modi: digiunando, suonando per ore ed ore, danzando, ma il metodo preferito in Siberia era l’ingestione del fungo allucinogeno Amanita Muscaria, fungo di cui sono particolarmente ghiotte anche le renne, che ne possono mangiare fino a stordirsi. Siccome i principi attivi del fungo rimangono anche nell’urina delle renne, gli sciamani preferivano bere l’urina di questi animali per evitare eccessive concentrazioni di questo allucinogeno.

La sostanza provoca una sensazione di volo e lo sciamano diceva di cavalcare le renne che gli avevano fornito la preziosa bevanda.

 


 

Ora, il fungo Amanita Muscaria, ha un cappello rosso picchiettato di bianco, così come Babbo Natale veste di rosso ed ha in testa un cappuccio rosso bordato di bianco.

Egli porta doni, così come gli sciamani riportavano dai loro viaggi i Doni Sacri: messaggi degli Dei, nuovi canti per le cerimonie, la guarigione dei malati e potenti incantesimi. Accidentalmente in Italia Babbo Natale è affiancato dalla Befana, la strega benefica che altri non è che la Vecchia Dea dispensatrice di nuova vita e di doni spirituali.

 


 

Ultimo aggiornamento Martedì 01 Dicembre 2009 06:44