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Il Cantico delle Creature PDF Stampa E-mail
Scritto da Esta   
Venerdì 28 Maggio 2010 07:01

Parlando di testi esoterici, dopo la tavola smeraldina voglio parlarvi di un altro potente testo della cultura occidentale: il Cantico delle creature, di San Francesco D'Assisi. Non tutti sanno che questo testo è considerato il più antico della letteratura italiana, è stato composto infatti da Francesco stesso, nel XIII secolo. Secondo alcune tradizioni meno note Francesco, per metà francese e figlio di un mercante che commerciava con il Sud della Francia, durante i suoi viaggi con il padre ebbe modo di entrare in contatto con quello che viene considerato dalle tradizioni esoteriche 'il luogo dove Maria Maddalena e Giovanni d'Arimatea approdarono', ovvero, al di là delle figure storiche, il luogo dove arrivò e fiorì la conoscenza, la tradizione gnostica non censurata, altrimenti rimodellata e denaturata dalle istituzioni. In quel periodo ad esempio era fiorente l' 'eresia catara' e tutta una serie di realtà locali dove si viveva in linea con i principi gnostici di fratellanza, libertà, misticismo e spiritualità. Fu proprio in seguito ad un viaggio nel Sud della Francia che Francesco iniziò a cambiare ed a mettere in atto ciò a cui probabilmente aveva potuto attingere in quei luoghi. Questo è il testo che ci è pervenuto:

 

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.
Ad Te solo, Altissimo, se konfano,

et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messer lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumeni noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si', mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si', mi' Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.
Laudato si', mi' Signore, per sor Aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si', mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si', mi' Signore, per sora nostra Matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si', mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo Amore
et sostengono infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke 'l sosterranno in Pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si' mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente po' skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime Voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.
Laudate et benedicete mi Signore et Rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.


Se analizzato, questo cantico rivela una profonda conoscenza, ed una struttura molto simile alla Tavola Smeraldina e ai testi di creazione.
Il testo inizia con una lode alla divinità suprema, l'Uno, il Tutto, a cui nessun uomo da solo può arrivare, poichè siamo tutti collegati, tutti gli esseri viventi insieme, compongono il divino. E' una visione immantinente e perfettamene in linea con la spiritualità dei popoli antichi.

In seconda istanza si rivolge al Cielo con i Tre astri: Sole, Luna, Stelle. Dopo l'Uno, troviamo il Tre, il numero della creazione, e tre aggettivi: chiare, preziose, belle. Siamo oltre la dualità, nei mondi sottili delle alte sfere della creazione, il mondo delle idee.

Nella terza parte parla dei Quattro sacri Elementi, in ordine di manifestazione, dal più sottile al più pesante: Vento, Fuoco, Acqua e Terra, descrivendo le qualità di ognuno degli elementi (quattro qualità per ogni elemento).

Dopodichè parla dell'uomo, e sembra dire: beati quelli che nonostante i problemi e le malattie, si ricorderanno che dio è in ogni cosa, e avranno il coraggio di andare avanti, di amare, perdonare e portare pace.

Ed infine Francesco ringrazia Sorella Morte, la trasformazione, rendendo il testo circolare - specificando che è solo la morte del corpo fisico. Chi morirà senza essersi prima risvegliato, si ritroverà ad affrontare ciò che ha lasciato in sospeso (secondo l'interpretazione sibaldiana del termine 'peccato'), mentre chi si è risvegliato 'ed ha iniziato ad usare la propria VOLONTA' (= il potere di creazione), riuscirà ad entrare in armonia con l'esistenza. Francesco ricorda l'importanza del ringraziare. Essere grati per ogni esperienza, perchè ogni esperienza è preziosa.

Si potrebbero fare perfetti parallelismi con l'Albero Cabalistico e il Sistema dei chakra: i tre chakra superiori, ed i quattro chakra inferiori, legati agli elementi. Si potrebbe analizzare ogni parola...ma il modo migliore per godersi testi come questi forse è chiudere gli occhi, respirare, centrarsi e poi leggerli, lasciando che immagini emozioni e sensazioni fluiscano dentro di noi, e trovare il proprio senso.

Meravigliosa preghiera.

Ultimo aggiornamento Martedì 13 Luglio 2010 13:14